Il San Giovanni Addolorata è al limite del collasso. Non è il solo ospedale romano a vivere una situazione difficilissima.
Liste di attesa infinite, personale ospedaliero spesso insufficiente, poche guardie mediche, reparti che vengono chiusi, mancanza di posti letto. Solo le grandi professionalità che operano all’interno delle strutture ospedaliere hanno garantito, nonostante tante difficoltà, livelli di assistenza accettabili. Purtroppo il piano regionale di rientro sanitario significa tagli indiscriminati , reparti dimezzati e servizi ridotti. Anche un ospedale importante e grande come il San Giovanni, punto di riferimento di un’utenza che occupa un’area vastissima, non sempre riesce a garantire un livello di assistenza accettabile. Ho già detto tante volte e lo ripeterò fino alla noia che se si vuole veramente riorganizzare la sanità occorre intervenire in maniera strutturale sulla riduzione del numero delle Asl. A Roma cinque Aziende sanitarie locali non servono a niente, ne basta una sola. Questo è l’unico modo per porre un freno al deficit sanitario, ossia ridurre i centri di spesa. Questo è il modo per ottenere un bel risparmio e per avere un controllo più diretto sulle risorse a disposizione. Così, semplificando la gestione amministrativa del sistema sanitario locale, si riuscirebbe anche a programmare e migliorare l’efficacia dei servizi sanitari. So che questa idea di ridurre le Asl, anche se il sottoscritto è stato il primo a lanciarla qualche anno fa, trova pareri favorevoli sia a destra che a sinistra. Non si capisce perché non si sia mai concretizzata. Invito gli altri candidati sindaco a prendere su questo tema un preciso impegno con gli elettori.